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C’erano tutti, ma proprio tutti. Davanti a oltre trecento associati si è svolta lunedì 7 aprile la riunione tecnica organizzata presso i locali della sezione AIA di Milano con ospite Alfredo Trentalange, ex arbitro internazionale, nonché osservatore arbitrale UEFA e componente del Comitato Nazionale, accompagnato in tale circostanza del presidente della sezione AIA di Torino Gigi Stella.
Che ci fosse aria di grandi occasioni lo si capiva già prima dell’arrivo dell’illustre ospite: l’enorme salone di via Pitteri si presentava infatti stracolmo di associati della sezione meneghina e delle altre consorelle lombarde, come raramente era accaduto in altri tempi.
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Il saluto veniva dato dal presidente sezionale Valerio Valensin, il quale coglieva l’occasione per portare all’orecchio di Alfredo Trentalange, responsabile a livello nazionale della macro – regione Nord, le iniziative programmatiche che l’AIA dovrebbe affrontare nell’immediato futuro: “l’AIA deve aggiornarsi ed investire nel proprio “sociale” ovvero nelle sezioni, che devono essere aiutate e supportate nella loro opera di formazione e di crescita dei giovani associati. La tessera per accedere allo stadio ed una divisa all’anno non possono considerarsi più incentivi sufficienti, affinché un giovane possa avvicinarsi e rimanere all’interno della nostra associazione, soprattutto dopo la caduta di immagine seguita a calciopoli. Comprendiamo che, per realizzare qualcosa di importante e di utile, è necessario l’impegno di tutti e la nostra associazione potrà senz’altro contare, come sempre, su tutti noi, ma dovrà la stessa essere altresì consapevole che non potrà sempre basarsi sul solo romanticismo dei propri associati, che, per rincorrere un pallone, non saranno mai disposti a dare un calcio alla propria vita”. L’intervento del presidente ha raccolto il boato dei presenti, certi di trovare in Valensin colui che possa rappresentare validamente le aspettative di chi tutte le domeniche opera sui campi di provincia.
Tali concetti sono stati successivamente ripresi dal presidente del CRA Lombardia Roberto Del Bo, che ha sottolineato l’importanza della tutela, anche fisica, degli arbitri, considerata valore fondamentale e primario dal quale non si può prescindere. Una tutela che necessariamente richiederebbe l’impegno di tutte le componenti federali, nonché conseguenza anche di una maggiore e migliore conoscenza del mondo arbitrale da parte di tutti, attraverso, magari, portavoce ufficiali, che semplificherebbero, migliorandola, la difficile comunicazione tra il mondo dell’AIA e l’esterno.
L’ospite della serata è quindi intervenuto in modo semplice e diretto, apprezzando la grande partecipazione degli associati di Milano operanti nelle varie categorie, dalla giovanissimi alle massime serie, da chi era alla sua prima lezione tecnica, a chi fa l’osservatore da anni. “I problemi – ha esordito Trentalange – possono essere trasformati in risorse”. Con quest’affermazione ermetica l’ex fischietto internazionale ha fatto convergere su di sé l’attenzione dei presenti, spiegando che ogni sezione deve essere fiera delle proprie risorse, delle qualità dei propri associati e puntare al massimo su di queste per risolvere i problemi interni. “Tuttavia è vero, – ha continuato – l’AIA deve cambiare a partire dal centro. Stiamo lavorando a progetti in merito e sarà mio compito cercare di migliorare le cose, anche se la macchina è lenta”. E non ha mancato di illustrare ai presenti quale debba essere, a suo avviso, la qualità che un arbitro completo dovrà avere in futuro: quella di “ricercatore”. “Sarebbe stato inimmaginabile fino a pochi anni fa pensare di studiare gli spostamenti sul terreno di gioco in base alla loro orizzontalità o verticalità. Ora è l’arbitro che deve studiare ed adeguarsi alle squadre, altrimenti rimarrà sempre limitato”.
Una serata di grande attenzione e concentrazione nei locali della sezione di Milano, dove all’intervento agile e dinamico di Trentalange sono seguite diverse domande che hanno spostato più volte l’argomento dal ruolo sul terreno del direttore di gara, ai nuovi indirizzi che l’AIA centrale sta elaborando per affrontare le crisi che coinvolgono il settore. Una serata che ha dato ulteriore entusiasmo ad una sezione dove sicuramente le qualità e le idee non mancano, dentro ma soprattutto fuori dai campi di gioco. Una serata importante.
In cui c’erano tutti, ma proprio tutti.
Carlo Bitetto
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