Proiettati al futuro. Lezione tecnica con Stefano Farina
Data: Sabato, 05 marzo @ 14:10:06 CET
Argomento: Comunicazioni inerenti la sez. di Milano


Milano. 28 febbraio 2011

La serata si è aperta con le parole del Presidente Liguori che ha salutato i presenti, complimentandosi per il grande riscontro numerico (150 associati della sezione e una 15 di arbitri-assistenti ed osservatori e osservatori della can pro regionale che non hanno voluto perdere la lezione, nonostante la concomitanza con il big match di campionato Milan-Napoli. Veramente fa piacere che in tanti non si sono lasciati condizionare dalla partita ed hanno scelto di assistere alla lezione di Stefano Farina, un ospite che non ha avuto bisogno di presentazioni. Per l’occasione era presente anche il Presidente del C.R.A. lombardo Alberto Zaroli che ha voluto sottolineare il grande lavoro svolto da Farina: “Oltre ad averlo apprezzato come arbitro, da quando è stato chiamato a presiedere la C.A.N. D ed ora la C.A.N. PRO, apprezzo il suo modo di gestire arbitri, assistenti ed osservatori. Dimostra quotidianamente attenzione alle persone, agli uomini dell’A.I.A. e di avere una gran voglia di far crescere il gruppo”.
L’ex fischietto della sezione di Novi Ligure ha aperto il suo intervento introducendo il tema della serata con grande chiarezza: “Se la società sta cambiando, allo stesso modo anche nell’ambiente arbitrale si stanno attuando una serie d’innovazioni”. Tra queste sono state menzionate l’incremento di ore di tecnica arbitrale (portate da 2 a 16), i test regolamentari con filmati interattivi, i nuovi test atletici (che hanno visto l’abolizione del test di Cooper sostituito con lo yo-yo recovery test) e una nuova impostazione formativa incentrata sulla dimensione etica e psicologica dell’arbitro. Il direttore di gara deve essere, infatti, preparato a decidere al meglio sotto stress, ad apprendere l’auto-motivazione e a curare in maniera “maniacale” i dettagli: sono questi gli ingredienti principali per arrivare al successo.
Farina si soffermava inoltre su altri parametri di rilievo: “Gli arbitri non sono più valutati secondo quanto fischiano (il meno possibile) ma per come fischiano (il necessario) e ognuno di essi deve dare importanza alla squadra per puntare in alto (in Champions League sono stati introdotti quinto e sesto arbitro)”. Continuando venivano chiarititi, due concetti basilari, vale a dire la qualità arbitrale e il ringiovanimento: “Qualità arbitrale significa arbitrare bene la prima volta e ogni volta mentre il ringiovanimento della classe arbitrale, novità introdotta proprio in questa stagione, deve portare alla scoperta dei talenti che non vanno però “bruciati”, cosa che richiede una grande intelligenza da parte di chi li gestisce. I direttori di gara devono comunque abituarsi a lavorare sodo fin da subito perché la mentalità si forma quando si è giovani e il futuro della classe arbitrale è la testa, è il cervello. In campo si è soli e non si possono chiedere aiuti a nessuno, perciò bisogna saper prendere le decisioni importanti con fermezza.
Quali sono dunque, in sintesi, i requisiti che un arbitro deve possedere? Dimostrare competenza tecnica e indipendenza di valutazione. Essere volto a farsi accettare ed a prevedere lo sviluppo dell’azione; essere sostenuto dalla forma fisica, saper leggere la gara, avere personalità e autorevolezza ma anche coerenza e coraggio.
Farina analizzando l’argomento chiave della sua trattazione, la comunicazione etica: “Non si può non comunicare. La nostra percezione dell’altro è una costruzione parziale e soggettiva e non dobbiamo lasciarci influenzare dalle nostre convinzioni o, ancor peggio, dai luoghi comuni. Il 93% della comunicazione è non verbale quindi dobbiamo farci rispettare anche senza parlare, ad esempio con la gestualità e lo sguardo. Non abbiamo una seconda possibilità di dare una prima impressione, di conseguenza non possiamo fallire”.
Gli associati milanesi potevano godere di una vera e propria lezione di teoria e tecniche della comunicazione impartita dall’ospite della serata che, partendo da una citazione tratta da “Le città invisibili di Italo Calvino”, così concludeva: “Occorre saper entrare nella testa dei giocatori, capire i loro bisogni per porsi nella maniera giusta. Per far sì che la comunicazione sia efficace tenete presente che conta ciò che arriva al destinatario quindi non solo cosa dite ma soprattutto come lo dite”.
L’ultimo punto toccava il rapporto arbitro-osservatore: “E’necessario che anche gli osservatori siano degli abili comunicatori; la critica deve essere costruttiva e non distruttiva e quando si spiegano le cose che vanno meno bene ad arbitri ed assistenti tutto quello che viene detto va motivato. Dal canto loro gli arbitri, devono avere un certo tipo di feedback, capendo in sostanza ciò che è importante da apprendere per renderlo parte del proprio bagaglio di conoscenze”.
Farina lanciava un messaggio finale utile specialmente ai più giovani, un insegnamento da tenere presente anche nella vita di tutti i giorni: “Gli ostacoli vanno superati con programmazione e coraggio. Vivrete momenti duri ma ricordatevi che il vincente è quello che vede i propri fallimenti come un punto di partenza, come tappe di un percorso per arrivare al successo”.

A.E. Alessandro Dinoia










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