
Pubblichiamo di seguito la lettera inviataci dal nostro Presidente come augurio di buon Natale e felice 2007.
Sono molti i punti toccati all'interno della lettera. Questi, insieme ai tanti cambiamenti avvenuti nel 2006 - sia nella nostra sezione che all'interno dell'AIA - ci daranno modo di riflettere con serenità sui doveri dell'arbitro, ma anche a quanto di bello è presente all'interno della nostra associazione.
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La fine di ogni anno è occasione di riflessione e, concorderete con me, che questo 2006 non ha rappresentato una bella pagina della storia sia della nostra associazione, sia della nostra sezione, entrambe interessate da un commissariamento sicuramente evitabile.
Avrete appreso che, finalmente, abbiamo un nuovo presidente dell’A.I.A., il lombardo Cesare Gussoni, che, appena democraticamente eletto, da vero leader rappresentativo di tutte le 212 sezioni d’Italia, ha voluto ribadire all’avv. Luca Pancalli, commissario straordinario della F.I.G.C., quello che ognuno di noi avrebbe urlato a squarciagola, ovvero che il vigente regolamento dell’A.I.A. non ci appartiene. Scritto in poco tempo da mani incuranti delle problematiche del nostro mondo arbitrale e del lavoro svolto per la stesura del precedente, detto documento rappresenta il fallimento della tanta desiderata autonomia della nostra associazione.
La sezione di Milano auspica che la nuova classe dirigente possa fare recuperare credibilità alla nostra associazione sia nei rapporti con il mondo esterno sia all’interno di quello federale.
Anche noi, nel nostro “piccolo”, stiamo facendo la nostra parte. Abbiamo incontrato il giudice sportivo e i rappresentanti delle società dilettantistiche di calcio: abbiamo detto loro che l’arbitro non è quella persona che, frustrata per tutta la settimana, va sui campi di calcio la domenica a comandare per sentirsi realizzata. Abbiamo rassicurato loro che non facciamo questa attività né per il misero rimborso che prendiamo, né per ottenere l’ingresso gratuito allo stadio. Abbiamo detto loro che facciamo gli arbitri perché abbiamo degli ideali e crediamo in alcuni valori, dei quali vogliamo essere testimoni sul terreno di gioco. Vogliamo rappresentare la giustizia, vogliamo tutelare la lealtà e la correttezza sportiva, vogliamo che la partita di calcio venga interpretata come un gioco e non come un litigio, come un evento sportivo e non come una partita di bari. Di sicuro non sarà facile cambiare la mentalità dei più, ma abbiamo il dovere di provarci, perché, solo facendoci conoscere come “uomini”, possiamo evitare che l’ignoranza della gente, che ci vuole macchine perfette, veda nei nostri errori quella malafede che, senza ombra di dubbio, non appartiene a nessuno di noi.
A tal fine, stiamo investendo anche sulla formazione degli associati. Le lezioni tecniche, che spesso vedono all’uopo la partecipazione congiunta di arbitri ed osservatori, tendono a sottolineare l’importanza dell’uniformità dei comportamenti da tenere sul terreno di gioco e del rispetto delle regole.
Come possiamo farci accettare dalle società di calcio, se non siamo onesti nel redigere il rapporto della gara? O quando non inviamo tempestivamente lo stesso documento al Giudice Sportivo, in modo da non fare deliberare l’eventuale squalifica dei calciatori per la successiva domenica? Siamo onesti quando ci sbagliamo a scrivere sul nostro taccuino un’ammonizione e, successivamente, non riconosciamo l’errore? Siamo credibili quando andiamo ad arbitrare non allenati e giudichiamo costantemente da trenta metri le azioni di gioco? O quando, innanzi ad un’evidente condotta gravemente sleale, non espelliamo il reo? O quando sospendiamo la gara per impraticabilità del terreno di gioco a 2’ dalla fine?
E’ vero che l’arbitro è solo sul terreno di gioco e che deve decidere in una frazione di secondo, ma è altrettanto vero che lo stesso rappresenta l’intera categoria arbitrale e, per quanto ci riguarda, la sezione di Milano. Se un collega arbitra male su un campo, gli effetti del suo comportamento ricadono inevitabilmente su tutti quei colleghi che calpesteranno lo stesso terreno di gioco nelle successive domeniche.
Siamo una squadra, quella della sezione di Milano: dobbiamo ritrovarci di più nei locali di Via Pitteri per approfondire la conoscenza regolamentare, per scambiarci le nostre esperienze, per apprendere dai colleghi più anziani suggerimenti e aiuti nella risoluzione dei problemi.
Per favorire tutto ciò, abbiamo cercato di potenziare le attività ricreative, istituendo quella “olimpiade sezionale”, che vuole facilitare l’aggregazione tra tutti i fischietti milanesi.
A tal fine vi invito a visitare costantemente il sito internet per tenervi aggiornati sulle iniziative del gruppo ricreativo, peraltro pubblicizzate anche nella bacheca sezionale.
Come avrete notato il bar è ancora chiuso e questo perché la licenza di somministrazione delle bevande risulta essere intestata ad un collega defunto: ci stiamo adoperando per ottenere le necessarie autorizzazioni per una celere riapertura dell’esercizio.
Stiamo seguendo anche i giovani colleghi che si stanno allenando al polo istituito presso il centro XXV Aprile: dal prossimo anno saremo in grado di rinnovare l’affiliazione della sezione con la F.I.D.A.L. (Federazione Italiana D’Atletica Leggera), in modo da permettere a tutti gli associati di potersi allenare gratuitamente in tutti i centri sportivi affiliati, senza alcun limite temporale o di numero di ingressi, acquistando ad un prezzo irrisorio la relativa tessera di validità annuale. Invito, pertanto, tutti coloro che fossero interessati a lasciare il proprio nominativo in segreteria.
Infine, a nome anche di tutto il consiglio direttivo sezionale, mi scuso con ciascuno di Voi per non avere organizzato la tradizionale cena di natale, ma, in considerazione del fatto che siamo operanti solo dalla seconda metà di ottobre, abbiamo preferito investire le nostre risorse iniziali sulla preparazione e formazione dei colleghi e sull’organizzazione della gestione sezionale. Inoltre non si è fatto in tempo a ricercare eventuali sponsorizzazioni dell’evento e, in considerazione anche della volontà di volere coinvolgere nella manifestazione anche i rappresentanti delle società professionistiche cittadine, abbiamo preferito, solo per questo anno, posticipare detto evento al termine di questa stagione sportiva.
Nella speranza che condividerete il nostro intendimento, voglio augurare a Voi ed alle vostre famiglie, anche da parti di tutti i miei collaboratori, il più sentito augurio di un sereno natale e di un felice anno nuovo.
Il Presidente
Valerio Valensin