E' vero, come è vero, che la storia degli Arbitri del giuoco del calcio nel nostro Paese è cominciata a Milano nel 1911, perché allora a Milano, in una sala del Ristorante "L'Orologio", il 27 agosto veniva costituita l'Associazione Italiana Arbitri che vedeva come suo primo Presidente un Arbitro di Milano, Umberto Meazza.

E' altrettanto vero e certo che nell'AIA l'organizzazione delle attività nelle varie città affidata a delle locali "Sezioni" risale a un periodo successivo, al 1927.

Da una cronaca di un quotidiano dell'epoca, pubblicato giovedì 24 novembre del 1927, apprendiamo che circa sessanta arbitri di calcio di Milano si riunirono e diedero vita nella sera di mercoledì 23 novembre al "Gruppo milanese Arbitri Umberto Meazza" per assicurare il perfezionamento tecnico degli arbitri attraverso conferenze di natura tecnica, manifestazioni di propaganda per trovare nuovi arbitri e per affrontare problemi e temi utili per "uniformare nel modo migliore la funzione dell'arbitro". Una esigenza di "uniformare" e di garantire attraverso l'attività tecnica svolta nelle Sezioni una qualità omogenea e costante delle prestazioni degli arbitri.

Questa prima assemblea della Sezione Umberto Meazza, per acclamazione proclama come Presidente Onorario della Sezione Giovanni Mauro, per riconoscerne le benemerenze acquisite verso la classe arbitrale. Sempre per acclamazione veniva votato il "Direttorio" per la stagione 1927-1928, con il cavalier Alberto Crivelli, Presidente della Sezione e Saverio Giulini come segretario.

La prima sede della Sezione veniva stabilita presso il Bar Reale, in corso Buenos Aires all'angolo con via Felice Casati, nel cuore di un quartiere commerciale e di negozi, con riunioni fissate per il mercoledì di ogni settimana.
In pochi anni il numero degli associati cresce, l'attività del gruppo arbitri Umberto Meazza e l'impegno del Presidente Crivelli portano a trasferire la sede della Sezione che, nel 1930, è ormai in un prestigioso palazzo in via Serbelloni 6, nella zona centrale della città.
Mario Tradico, uno dei pionieri del movimento arbitrale italiano che aveva a lungo collaborato con Giovanni Mauro, sostituisce ben presto Crivelli come Presidente della Sezione Umberto Meazza: siamo negli anni '30, gli anni dell'Impero, della Guerra di Spagna, delle sanzioni che accompagnano il nostro Paese ormai alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.
Il Presidente Tradico ottiene la disponibilità in affitto dal Municipio di Milano di una nuova ampia e centrale sede, in via Silvio Pellico 6. Siamo praticamente in piazza Duomo e la sezione Meazza si trova, suo malgrado, a svolgere la sua attività mentre molti degli arbitri milanesi in forza alla Sezione combattono in terre lontane. Il Presidente Tradico mantiene i collegamenti con i colleghi lontani ed in molti casi affida ad un giovane arbitro, l'allievo ufficiale Giulio Campanati, che può nuoversi liberamente nella città grazie alla divisa che indossa,dlelle "misteriose" buste con piccoli aiuti in denaro per le famiglie di amici arbitri in guerra.

La Sezione vive ormai soltanto come un luogo d'incontro, di memorie e di rimpianti. Dopo il primo bombardamento del 24 ottobre del 1942, nell'agosto del 1943 centinaia di bombardieri Lancaster inglesi distruggono oltre il 30% delle case di Milano e la Galleria Vittorio Emanuele su cui si affacciano le finestre della Sezione Meazza. Il campionato nazionale di serie A non viene disputato.

Nel primo dopoguerra il Presidente Tradico e gli Arbitri di Milano si affacciano dalle finestre della loro Sezione nella splendida Galleria Vittorio Emanuele, subito ricostruita assieme al Teatro alla Scala ed a Palazzo Marino nel cuore della città di cui vivono il fervore della ricostruzione, pur nelle difficoltà del dopoguerra.

Gli arbitri di Milano con le loro famiglie, passo passo raggiungono la Sezione Umberto Meazza, si ritrovano come amici e colleghi, tornano ad impegnarsi sui campi di gioco della periferia milanese; a Mario Tradico succede come Presidente della Sezione nel 1946 Carlo Brighenti che sarà poi dirigente dell'AIA a livello nazionale come Vice Presidente dell'Associazione. Dopo Carlo Brighenti come Presidente della Sezione viene eletto Antonio Picasso.
In una notte del gennaio del 1955 un incendio provoca gravi danni alla Sezione Meazza, nonostante il Presidente Picasso sia il Capo dipartimento dei Vigili del Fuoco. Picasso assume un incarico nella CAN, Commissione Arbitri Nazionale, e ritiene questo impegno incompatibile con il ruolo di Presidente di Sezione. A lui succede come Presidente Gian Battista Rossi.

Con il Presidente Gian Battista Rossi, siamo ormai negli anni Cinquanta: nel novembre del 1955 nasce "Lascia o raddoppia?", il Paese gioca con Mike Bongiorno, la Sezione acquista uno dei primi grandi televisori e vede affollate serate con mogli e figli che accompagnano i papà "arbitri"; Cortina ospita la settima Olimpiade invernale, mentre al Largo di Nantucket affonda l'Andrea Doria con i suoi lussuosi saloni che ne avevano fatto un museo navigante dell'arte e del gusto italiano.

Allo stadio di San Siro, la Nazionale italiana, con in campo ben sette giocatori della Fiorentina campione d'Italia, batte per 3 a 0 il Brasile e gli arbitri di Milano festeggiano con entusiasmo davanti al televisore nella loro Sezione.
Gli anni cinquanta e gli anni sessanta sono segnati da un grande lavoro ed impegno per preparare e formare centinaia di arbitri: alla presidenza della Sezione si succedono Mauro Cevolani, Arturo Vignali, poi impegnato come Presidente CRA Lombardia nel coordinare l'attività tecnica, associativa ed amministrativa delle ventisei Sezioni della Regione. Ad Arturo Vignali come Presidente della Sezione Meazza segue Luigi Nardone. Gli arbitri in forza sono quasi 700.
Nell'estate del 1982 la Nazionale Italiana guidata dal Commissario Tecnico, Enzo Bearzot, trionfa a sorpresa nel Campionato del Mondo che si disputa in Spagna. Le folle dei tifosi festeggiano in un carosello di entusiasmo e di bandiere in tutte le città. A Milano sono più di centomila i tifosi che riem-piono la Piazza del Duomo e la Galleria: gli arbitri della Sezione "Umberto Meazza", sventolando le bandiere tricolori dalle finestre della Galleria, si uniscono con le loro famiglie nei locali della Sezione in una grande festa che dura tutta la notte della vittoria.
Via via la responsabilità di Presidente della Sezione passa a Mario Turri poi a Roberto Child e da lui ad Ettore Perego, già arbitro alla CAN A e B che all'impegno nell'attività tecnica aggiunge una altrettanto forte determinazione nello stimolare la partecipazione alla vita associativa della Sezione e nel motivare giovani e meno giovani che partecipano a tante e diverse iniziative, in una sorta di "grande famiglia" allargata.

Il "testimone" di Presidente della Sezione Meazza passa poi a Fermo Mondoni, a Bruno Franco e a Francesco Cataudella. Siamo ormai negli anni Novanta ed è la volta di Corrado Santoro come Presidente della Sezione.

Finisce il Novecento, cambia anche il modo di vivere la città, gli spazi di via Silvio Pellico appaiono ridotti rispetto alle esigenze funzionali ed all'attività richiesta, il Comune di Milano avvia un progetto di recupero dei suoi immobili di prestigio e, come altre associazioni ed organizzazioni, anche l'AIA deve abbandonare via Silvio Pellico.

Il Comitato Regionale della FIGC ha lasciato via Felice Casati, trasferendosi in un edificio nella periferia a nord-est della città nel quartiere di Lambrate, oltre la ferrovia, dove nel frattempo si era conclusa l'attività di tante fabbriche (in via Pitteri era nata e veniva costruita la Lambretta, ad esempio, popolare protagonista con la Vespa dei primi anni Sessanta).

La Sezione Umberto Meazza si trasferisce nella nuova sede della FIGC in via Pitteri dove ottiene spazi più ampi e funzionali, pur perdendo così le tradizioni del suo passato e quella centralità che ne aveva fatto, per quasi settanta anni, un luogo vicino e facile per l'incontro quasi quotidiano degli arbitri milanesi.

Siamo ormai nei primi anni del Ventunesimo secolo ed in via Pitteri si succedono come Presidenti della Sezione, Emanuele Lampertico, Carlo Calvi, per un breve periodo Marco Gavio in qualità di Commissario e poi Valerio Valensin,  Antonio Monti e Michele Liguori

Oggi la guida della Sezione Umberto Meazza è affidata a Luca Sarsano, eletto Presidente nel mese di giugno 2012.

Il 2015 è un anno importante per la sezione: viene, infatti, rinominata in "Meazza - Campanati" in onore dell'indimenticato Presidentissimo e cambia per la terza volta nella sua storia la propria sede trasferendosi in Via Arcangelo Corelli, sede del centro sportivo Saini, dove la sezione può godere di enormi spazi e piena gestione su di essi.

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