Scomparso nell'ottobre 2011, Campanati ha guidato l’Aia dal 1972 al 1990 come presidente della più grande organizzazione arbitrale al mondo. Era entrato nella sezione di Milano a soli 17 anni, nel 1940. Ha esordito in Serie A nel ’52 e cinque anni dopo è diventato arbitro internazionale.

Nella massima serie italiana ha diretto 166 partite, è stato tra i “fischietti” delle Olimpiadi del 1960 a Roma e ha diretto due semifinali della Coppa delle Coppe e la finale di Coppa delle Fiera del 1962 tra Barcellona e Valencia, nel suo palmarès figurano, inoltre, la conquista del Premio Fondazione "Giovanni Mauro" (massimo riconoscimento arbitrale) nel 1960 e la direzione della finale di Coppa Italia del 1964 (compresa la sfida-ripetizione) Roma - Torino.

Dirigente benemerito della FIGC, Campanati vanta  un lungo e prestigioso curriculum anche da dirigente internazionale: componente della Commissione arbitrale della FIFA dal ’68 al ’92 e contemporaneamente nella Commissione arbitrale della UEFA. Verrà in seguito ricordato nel mondo del calcio come il "Presidentissimo", per essere stato alla guida dell'Associazione Italiana Arbitri più a lungo. Nel 2000 ottiene l'Ordine di Merito UEFA e, fino al 2011, anno in cui è venuto a mancare, è stato Dirigente Benemerito della FIGC.

Il successo della sua carriera arbitrale e dirigenziale, ha portato alla decisione del Comune di Milano di iscriverlo tra i cittadini illustri e benemeriti al Famedio del Cimitero monumentale di Milano.

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