Milano, 14/02/2020

La norma del vantaggio “consente che il gioco prosegua quando un’infrazione viene commessa e la squadra avversaria del colpevole trarrà beneficio dal vantaggio e sanziona l’infrazione se il vantaggio previsto non si concretizza nell’immediatezza o entro pochi secondi”

Ma se la sera di San Valentino il salone della sezione di Milano era gremito non era di certo per leggere il regolamento, a parlare del vantaggio c’era il responsabile C.A.N. D Matteo Trefoloni, che ha tenuto incollati alle sedie decine di arbitri mentre raccontava la sua regola del vantaggio.

Il segreto per il successo dei grandi arbitri è quello di presentarsi il giorno della gara con un vantaggio sugli altri, che essi siano altri arbitri o i calciatori, la preparazione inizia il giorno stesso in cui arriva la designazione, Trefoloni racconta di come lui stesso iniziasse lunedì stesso a prepararsi informandosi riguardo schemi, tattiche, personalità dei giocatori e degli allenatori, fino ad arrivare a studiare il terreno di gioco per capirne il rimbalzo del pallone e le scarpe migliori per avere il massimo dell’aderenza sul campo.

“Solo preparandosi adeguatamente si può avere il controllo sul gioco, essere avvantaggiati ci permette di non dover essere succubi degli eventi di gioco, evitando così errori che possono rovinare una carriera.                                               D’altronde a cosa servirebbero tutti gli sforzi che facciamo per arrivare in cima se poi ci troviamo impreparati?”

La masterclass è terminata poi con il racconto di come il lavoro più complicato sia quello dietro le scene, chiunque può avere dei momenti difficili, ma con un obbiettivo be preciso nella testa si può competere e “ci si può alzare il giorno della partita essendo degli arbitri migliori di quello che si era andando a dormire la notte prima”.

La R.T.O. con Matteo Trefoloni è certamente riuscita nel suo intento motivazionale e ha permesso a tutti gli associati di imparare i segreti del mestiere di un arbitro di caratura mondiale, Grazie Matteo!

Nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 Gennaio si è svolto il raduno di metà Stagione per gli arbitri e gli osservatori della Sezione di Milano. La giornata di sabato è stata dedicata agli arbitri, mentre la giornata di domenica è stata rivolta agli osservatori.

Si parte sabato alle ore 9.00, dove tutti sono convocati in campo e in palestra. Per prima cosa, sia per gli arbitri del calcio a 11 sia per quelli del futsal si sono svolti i test atletici, che anche le nuove leve dell’ultimo corso hanno potuto affrontare per la prima volta. Conclusi i test si è proseguito con qualche lezione sul campo per perfezionare o per sedimentare, quanto più possibile, le dinamiche degli spostamenti durante le partite.

Dopo un pranzo veloce, e dopo un’incoraggiante apertura del Presidente Pietro Lattanzi, gli arbitri si sono spostati nelle aule e rispettivamente suddivisi in gruppo con i propri Organi Tecnici hanno svolto i quiz regolamentari. Una volta terminati, si è ritornati ancora a parlare di tecnica, con analisi degli episodi di alcuni incontri e con un focus specifico sulla categoria di appartenenza.

Successivamente, una volta ricongiunti tutti gli arbitri, si sottolinea l’importanza dell’intervento dell’associato Balduzzi che si è dedicato a ricordare l’importanza comportamentale dell’arbitro.

A conclusione del raduno, la Sezione ha augurato a tutti i suoi associati un proficuo girone di ritorno, affinché ognuno possa raccogliere ciò che ha coltivato nella prima parte della Stagione.

Il 6 dicembre 2019, come da tradizione si è svolta la consueta cena di Natale della Sezione, ma quest’anno in un luogo fiabesco come il castello Visconteo di Cassano d’Adda.

La cena, alla quale erano presenti 265 associati, aveva come tema i mondiali di calcio, con aneddoti e curiosità dell’edizione è stata anteceduta da un ricco aperitivo per poi proseguire con gli abbondanti piacevoli momenti della serata.

Apprezzato, in apertura, il discorso del Presidente Marcello Nicchi, che in poche parole ha descritto le qualità che contraddistinguono la passione per l’arbitraggio: “Siamo portatori sani di cultura, di regole di comportamento, e poi a tempo avanzo facciamo anche gli arbitri”, così ha definito i suoi associati. Ha poi proseguito sottolineando l’importanza dei singoli associati all’interno delle proprie Sezioni. Il Presidente ha poi concluso con un messaggio forte e chiaro: “Questa è un’associazione in cui non esistono più le porte basculanti. Chi vuole entrare entra e chi vuole uscire esce. Questa è un’associazione nella quale ci stai e ci puoi stare finché vuoi se ti diverti. Se non ti diverti lascia che gli altri si divertano”.

Diversi gli ospiti nazionali: fra tutti, Alberto Zaroli del Comitato Nazionale. A rappresentare il Comitato Arbitri Lombardia il Presidente Alessandro Pizzi e diversi i rappresentanti delle Sezioni lombarde e non che con piacere hanno partecipato alla cena.

Negli intermezzi della serata sono stati consegnati i premi agli associati più meritevoli della stagione 2018/2019. Questo l’elenco:
Miglior arbitro effettivo regionale - Omar Abou El Ella
Miglior arbitro futsal regionale - Andrea Saccaggi
Miglior assistente arbitrale regionale - Tommaso Ercolani
Miglior osservatore arbitrale regionale - Rocco Mazzaferro
Miglior arbitro selezionabile provinciale - Mattia Olla
Miglior arbitro futsal provinciale - Angelo Bulone
Miglior osservatore arbitrale provinciale - Diego Giordano
Miglior arbitro debuttante - Matteo Fusco
Miglior arbitro non selezionabile provinciale - Nicolò Sperandei
Premio Martini - Fabio Baisotti
50 anni di tessera AIA - Bruno Portaluppi, Marcello Ussia, Edgardo Pansoni

Durante la serata immancabili sono stati i momenti ludici con la tradizionale lotteria e la tombola di Natale. Infine, non si sono fatti attendere neanche i tanti ringraziamenti da parte del Presidente Pietro Lattanzi agli associati milanesi e alle loro famiglie presenti che fanno sì che la sezione sia quell’organizzazione efficiente, ma anche accogliente per tutti i suoi associati.

Auguri di buone feste da AIA Milano!

 

Martedì 26 novembre è venuto a trovarci uno dei maggiori esponenti dell’arbitraggio lombardo, Lorenzo Maggioni, arbitro della sezione di Lecco, in forza alla CAN B.

Lorenzo ci ha portato la sua esperienza e grande conoscenza arbitrale per un illuminante lezione tecnica sull’importate tema della comunicazione che deve adottare un arbitro sul terreno di gioco.

 

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. 

Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. 

Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.“

 

Con questa bellissima massima di Sun Tzu (L’arte della guerra) si può riassumere una lezione tecnica diversa dalle altre, una lezione che ha portato gli associati milanesi a guardarsi dentro, per iniziare a scoprire nuove sfaccettature del proprio essere uomini prima che arbitri.

 

Partendo dal principio che non si può non comunicare, è fondamentale comprendere che il modo di stringere la mano, il body language o il fischio raccontano di noi, del nostro stato d’animo, a chi ci sta intorno molto di più delle parole, per questo motivo è importante conoscere se stessi e saper gestire, sfruttare o correggere anche questi particolari.

 

L’invito arrivato forte e chiaro a tutti, è stato dunque quello di iniziare a conoscersi meglio, lavorando per portare in campo la propria personalità e il proprio modo di relazionarsi, rendendo così la comunicazione il più naturale possibile.

 

Comunicare in modo chiaro non è importante solo con i calciatori ma anche e soprattutto con i colleghi in campo con noi, in un ottica di teamwork.

Fare squadra significa avere un obiettivo comune con una strategia per perseguirlo che prevede dei ruoli chiari con compiti e responsabilità stabilite, dove la comunicazione deve essere il volano per arrivare all’obiettivo finale.

 

Al termine della lezione uno scambio di omaggi tra Lorenzo e il presidente Pietro Lattanzi e a seguire per concludere degnamente la serata un momento conviviale a tavola con il nostro ospite.