Uno dei crismi di un arbitro è senza dubbio l’umiltà, quella sana umiltà di chi è disposto sempre a mettersi in gioco, a ripartire, a reinventarsi per dare sempre qualcosa di più, per dare sempre il meglio.


Capita nella vita di arrivare ad un punto in cui bisogna prendere delle decisioni, delle volte anche sofferte; questo accade anche nella carriera di un arbitro, arriva un giorno in cui devi anche cambiare prospettiva e punto di vista. Andrea a luglio è ripartito da un altro ruolo, da un’altra posizione. Ma è ripartito allo stesso modo ossia con tanto sacrificio e tanta dedizione, con quella voglia di lavorare silente ma che porta tanto frutto.
I primi frutti sono arrivati, infatti dopo neanche una stagione ecco l’esordio in serie A a Cagliari. Un traguardo raggiunto grazie a quella voglia di crescere, quella fame di imparare, quel desiderio di puntare sempre a mete più alte, spostando sempre un po’ più su l’asticella. Un risultato che rende orgogliosa tutta la sezione ed in particolare il presidente che si è detto “orgoglioso non solo per il risultato raggiunto Andrea ma anche per l’esempio che sta dando ai ragazzi che crescono nella nostra sezione, è stata una crescita collettiva perché all’interno della sezione ha fatto i primi allenamenti quest’estate”assieme ad altri assistenti ed ex assistenti che insieme, come in una famiglia, lo hanno consigliato e gli hanno permesso di crescere.

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